domenica 16 dicembre 2018

Caroline Wozniacki: riassunto 2018 e prospettive 2019


Il 2018 è stato, anche per Caroline, un anno ambivalente, alcuni acuti in mezzo a molti, forse troppi, bassi. Eppure è stato l'anno in cui la dolce danese ha raggiunto il suo più importante e riconosciuto traguardo: la vittoria in uno slam ed è ritornata, esppure provvisoriamente, al numero uno della WTA.
Infatti l'annata era iniziata trionfalmente, con una finlae ad Auckland, e la vittoria agli Australian Open, traguardo raggiunto  meritatamente dopo un percorso che, all'epoca, molti faciloni definirono facile, ma in realtà era irto di ostacoli non facili. La Buzarnescu al primo turno, la Bertens (poi approdata alle prime 10 e al Master di fine anno) una giocatrice di grande talento ed inventiva come la Rybaricova, la sempre verde Suarez Navarro, e quella Mertens che ha disputato la sua migliore stagione nel 2018 raggiungendo la top 15 nonr appresentano certo un percorso facile, tutt'altro. E ritrovarsi in finale una maratoneta come la Halep non è uno scherzo. Caroline ha vinto e con merito e nessuno gli toglierà mai questo successo. Casomai ci si può stupire che il raggiungimento di questo traguardo sia arrivato così tardi, come ventottesimo torneo vinto nella carriera, quando per  altre è arrivato dopo pochissimi tornei vinti.
Il trionfo nello slam australiano le ha consentito anche di tornare al primo posto delranking, cosa che non le succedeva dal 2012, e di aumentare il numero di settimane in classifica alla numero 1 portandolo a 71
Caroline ha continuato bene la sua annata con una semifinale a Doha, persa per un soffio contro una eccellente Kvitova: Da lì in poi un calo di forma non le ha consentito di essere fra le protagoniste ad Indian Wells a Miami, ed è stata risorpassata in classifica da Simona Halep. Tuttavia la sua stagione sulla terra è stata discreta, anche se le sconfitte contro Kontaveit a Roma e Kasatkina a Parigi hanno lasciato l'amaro in bocca, mostrando una Caroline poco determinata e fallosa. Sull'erba ha invece colto un successo importante ad Eastbourne, battendo Konta e Kerber in un match fra i più belli dell'anno, e regolando l'emergente Sabalenka in finale. Delusione totale invece a Wimbledon, dove ha perduto dalla mediocre Makarova, che già l'aveva sconfitta agli US Open 2017 sempre al secondo turno.
L'estate americana è stata costellata di infortuni,  che Caroline ha denunciato più tardi essere dovuti ad una malattia autoimmune (come quella avuta da Venus Williams) . Tuttavia Caroline ha stupito ancora, riuscendo a cogliere una ennesima vittoria in un torneo prestigioso, questa volta quello di Pechino, in cui ha battuto nell'ordine Bencic, Martic, Kontaveit, Siniakova, Wang (in quel momento quasi inarrestabile,)  ed infine Sevastova, raggiungendo il terzo successo stagionale e quota 30 tornei vinti in carriera, quarta tra le tenniste in attività. Il Master non è stato fortunato, Caroline è capitata nel gruppo indubbiamente più difficile, e pur giocando tre match tutti ad alto livello, in particolare contro la Svitolina, dove ha giocato in modo straordinario per un set e mezzo prima di arrendersi ad una Svitolina in stato di grazia.
Come si può vedere è stata nell'insieme una annata positiva, ma che avrebbe potuto esserlo anche di più, se "Caro" avesse sfruttato alcune occasioni favorevoli e se non ci fossero stati i  problemi fisici estivi, che indubbiamente hanno frenato Caroline proprio nel momento per lei più favorevole dell'anno, quello delle leg americana e asiatica.
Quali le prospettive? I problemi fisici che ha denuncuato lanciano un'ombra sul proseguimento della sua carriera, ma va detto che Caro non hamai neppure accennato al ritiro. E' sembrata ancora una volta determinata, pronta ad affrontare anche i nuovi problemi con coraggio e determinazione, le 2 qualità che l'hanno portata ad entrare nella storia del tennis scandinavo e mondiale, e che le permetteranno, magari con una più attenta programmazione di essere sempre al top e di vincere i suoi 3 tornei all'anno, magari anche 4, e magari almeno un altro titolo slam o il master.

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