venerdì 21 dicembre 2018
Eugenie Bouchard: bilancio 2018 e prospettive 2019
L'annata 2018 di Eugenie Bouchard è stato un anno difficilissimo per la giovane campionessa canadese, ma alla fine è stato un anno se non proprio positivo, un anno fondamentale nel percorso di crescita, maturazione, potremmo dire l'anno dela rinascita di Genie.
L?anno era iniziato in modo che peggiore non poteva essere, abbandonata da molti sponsor, in crisi di risultati, classifica e forse anche motivazioni, peggio ancora seguita dall'uomo sbagliato nel momento sbagliato, quell'Harold Solomon, noto come "il sorcio" ai tempi di Panatta, che da tale si è comportato andando a sedersi nell'angolo dell'avversaria durante un match di Bouchard.
Abbandonato al suo destino l'indegno individuo, Genie ha dovuto affrontare il processo per la caduta durante gli US Open 2015, là dove la sua decadenza era iniziata, e ne è uscita vincente.
Questo le ha portato forse più sicurezza, forse ha finalmente potuto concentrarsi sul gioco. La duplice vittoria in Fed Cup contro le ucraine Bondarenko e Tsurenko, vittoria fondamentali per il Canada, le hanno dato quel tanto di fiducia in più per provare l'ardua risalita.
E così ha cercato un team all'altezza delle sua ambizioni, partendo dal quasi ottuagenario Lansdorp, passando per il già conosciuto Sinner, fino a trovare in Michael Joyce forse l'uomo che la riporterà al posto che le appartiene, ovvero ai vertici del ranking.
Gli infortuni l'hanno costretta fra aprile e giugno a non fare tornei, perdendo i punti di Madrid nel 2017, e quasi uscendo dalle 200 nel ranking, ma è stato proprio lì che qualcosa è scattatato
Genie ha superato brillantemente le qualificazioni a Winbledon, per fermarsi solo al secondo turno dopo aver avuto la palla per andare al terzo contro la Barty, poi è arrivata in semifinale a Gstaad, fermata più dall'ennesimo infortunio che dalla Cornet, per poi superare lasciando pochissimi game alle avversarie, qualificazioni e primo turno di Us Open, fermata più dalle proprie incertezze che dalla Voundrosova nel secondo turno. Un'occasione persa questa, perché avrebbe potuto persino spingersi ai quarti di finale, dopo questo risultato mancava poco al raggiungimento dell'obiettivo minimo, il rientro nella top 100 e la possibilità, finalmente, di entrare nel main draw degli Australian Open e degli altri tornei slam per il 2019. Ma alcune brutte prestazioni inducono Genie a cambiare ancora, ed ecco entrare Michael Joyce nel ruolo di allenatore. Il risultato è straordinario: a Lussemburgo Genie supera 3 turni di qualifica, battendo giocatrici interessanti come Teichman e Ponchet, batte facile la Babos, e poi gioca una delle sue migliori partite di sempre, lasciando un solo game ad una Suarez Navarro tutt'altro che in cattiva giornata, ma semplicemente travolta dal gioco spumeggiante della canadese. Ma non è finita qui perché Bouchard batte, seppur per ritiro, anche la Petkovic e gioca un ottimo match anche contro la esperta e talentuosa Julia Goerges, con la quale si trova a condurre per 7-6 5-3 a soli 2 punti dal match, prima di subire il ritorno della tedesca, probabilmente anche a causa dela stanchezza accumulata nei 6 match precedenti. Questo (quasi ) successo porta comunque Genie nelle prime 90 (in questo momento è 87) e quindi abbondantemente dentro i MD dei futuri slam.
Quali prospettive? Molti non credono al ritorno di Genie nei piani alti, non dico altissimi della classifica, prima fra tutti la mitica Martina Navratilova, nota però per non azzeccarne una nemmeno per errore. Peraltro l'anno passato ho letto pronostici che non volevano Genie rientrante neppure nelle 150 (!). Io invece sono fermamente convinto che Eugenie rientrerà, e alla grande, ai vertici del tennis mondiale. Non vedo motivo perché non dovrebbe succedere. Genie è una giocatrice completa, adatta a tutte le superfici, come dimostrato dalle 3 semifinali slam raggiunte su tre superfici diverse (ma gioca anche molto bene sul veloce indoor). Sa giocare in difesa e all'attacco, è forte da fondocampo e a rete, serve bene però risponde meglio. Ha avuto una lunga crisi, dovuta in parte alla pressione avuta dopo il 2014, in parte alla caduta nella doccia degli Us Open 2015 ed al relativo processo che indubbiamente l'ha distratta, ed in parte a problemi fisici e scelte sbagliate di allenatori (Solomon, ad esempio). Ora con buona salute, più motivazioni e uno staff adeguato non vedo perchè non debba tornare in alto. E poi chi dovrebbe impedirglielo, le quarantenni e sfiatate sorelle Williams? La Maria Sharapova, che ormai va in campo come attività collaterale alle svariate altre che le fruttano molto di più? O le varie Barty, KasatkinaSabalenka e Ostapenko e consimili?
Mi sbilancio e lo dico Eugenie Bouchard minimo nelle prime 15 del mondo a fine stagione, ma una sua partcipazione a Singapore e magari la conquista di uno slam non sono impossibili.
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